“Sarà un raduno internazionale di videomaker e di lavoro“. Con queste parole è stato definito il Videomakeroftheyear di Milano (Iulm 14/15 marzo prossimi) da parte di diversi esperti del settore che saranno presenti alla kermesse.

“Sarebbe davvero un peccato mancare, visto che ci saranno videomaker e registi da ogni parte d’Europa, sceneggiatori, attori e tanti esperti di social, di media e di web dato che oggi il video è sempre più proiettato anche verso la comunicazione.

Inoltre ci saranno aziende che esporranno i loro prodotti, come MANCO di Torino e FOWA e ci sarà la possibilità di vedere in anteprima alcune macchine come la Lumix GH5S o la Canon o ancora la Sony.

Vi aspettiamo numerosi.


ACCREDITO ON LINE

entro il 10/03/2018

(Al festival si accede gratuitamente esclusivamente tramite accredito online.)


 

Oggi il video è uno dei più potenti e performanti strumenti di comunicazione moderna.

Le aziende cercano testimonial, influencer e idee per supportare le loro campagne di advertising e per fare branding.

I piani editoriali sono basati sulla creazione e condivisione di contenuti video e i videomaker capaci, con idee ed esperti di social media saranno uno dei mestieri più in voga del futuro.

Ma come si diventa dei professionisti del video e come si può creare engagement sul proprio profilo, pagina o canale o su quello della azienda che ci commissiona il lavoro?

Lo abbiamo chiesto a due famosi youtuber che, in pochi anni, hanno raggiunto numeri elevati su ogni loro social utilizzato.

Abbiamo incontrato IPantellas. 

Guarda il video saluto de IPantellas a Videomakeroftheyear


Ciao ragazzi, ci raccontate i vostri inizi e come è nata l’idea di realizzare video su Youtube e i modelli che vi hanno ispirato?

Ci siamo conosciuti nel 2009 durante una stagione di animazione in piscina, a Varese. Ci siamo trovati per caso a fare piccoli sketch improvvisati e abbiamo visto che alla gente piacevano, così a fine stagione, abbiamo deciso di aprire un canale su YouTube. La verità è che volevamo riconquistare due ragazze di cui eravamo follemente innamorati, ma abbiamo miseramente fallito (ridono). Quindi ci siamo buttati a capofitto nella realizzazione di video che ironizzano su noi stessi e sulla realtà che ci circonda. Avevamo voglia di raccontare le nostre storie, le nostre disavventure e la nostra quotidianità ad altre persone, perché YouTube è sempre stato, prima di tutto, una community, una grande famiglia, dove persone diverse, con interessi anche diversi, si scambiano idee, informazioni, si raccontano storie. Un mondo meraviglioso. A livello comico ammiriamo Jim Carrey, Aldo, Giovanni e Giacomo, Roberto Benigni, Eddie Murphy, Fabio de Luigi, Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Paolo Villaggio, Luca e Paolo, Maurizio Crozza.

All’inizio della vostra carriera, sicuramente eravate voi a girare i vostri video e a montarli, dunque possiamo definirvi dei videomaker. Oggi come sono cambiate le cose? Avete una troupe o dei videomaker freelance o una casa di produzione che vi segue oppure scrivete i vostri testi e continuate a girare e montare voi i vostri video?

Inizialmente giravamo e montavamo i video da soli. Il primo anno abbiamo investito 200 euro per una Sony Handycam ultracompatta e per l’acquisto di alcuni costumi di scena. Fino al 2011 abbiamo continuato a girare e montare in maniera autonoma. L’anno successivo, con qualche soldo da parte, abbiamo preso un videomaker. Oggi abbiamo una squadra fissa costituita da un videomaker ( per riprese, montaggio e post produzione) e un fonico. Una troupe smart ma efficace, noi ci occupiamo della scrittura e della supervisione dei montaggi. Siamo molto presenti sulle produzioni, niente esce senza la nostra approvazione. Viviamo il nostro canale e i nostri contenuti come se fossero nostri figli.

Cosa è per voi, oggi, youtube e come è cambiato il vostro rapporto con questo strumento negli anni?

Youtube è la nostra tv, il nostro cinema. Inizialmente caricavamo un video al mese, poi il bacino di utenza è aumentato insieme alla richiesta di contenuti, per cui abbiamo iniziato a pubblicare uno o due contenuti alla settimana. Spesso ci chiedono di caricare di più, ma è difficile per i nostri tempi produttivi, perché mediamente la creazione di un video comporta uno o due giorni di ripresa, due giorni di montaggio e il quinto giorno ( tendenzialmente il venerdì) pubblichiamo. Senza contare il tempo per la scrittura e l’organizzazione del set con tutto quello che ne segue, cioè recupero costumi, props, comparse,ecc.

Cosa pensate del video come strumento di comunicazione aziendale per promuovere un brand o un prodotto? 

Sempre più aziende investono sui contenuti e sui canali web per promuovere un prodotto. Per due motivi: costa meno rispetto i media tradizionali ed è più efficace. Gli utenti acquistano un prodotto più facilmente se a proporlo è uno Youtuber/influencer rispetto a personaggio televisivo, semplicemente perché il rapporto utente/webstar è più diretto e famigliare, anche grazie alla stretta interazione che il media permette.

Cosa cambierà nel mondo della tv e del web nei prossimi anni, secondo voi?

I media tradizionali e i nuovi continueranno a coesistere ed entreranno sempre più in simbiosi, scambiandosi linguaggi e formati. Netflix è la chiave di lettura di come il mondo sta evolvendo e di come la fruizione dei contenuti stia diventando sempre più smart e personalizzata.

Seguite autonomamente i vostri profili social oppure siete riusciti, cosi come altri youtube, a creare una squadra di persone vicine, una piccola redazione, che vi supporta in tutte le vostre attività?

Attualmente seguiamo tutti i nostri profili social, perché vogliamo essere sempre vicini alle persone che ci seguono e che ci hanno permesso di raggiungere questi incredibili risultati sul web.

Che consigli dareste a quei ragazzi che oggi vorrebbero iniziare a fare video come voi? Cosa serve oggi per riuscire a fare successo sul web?

Su Youtube premia la spontaneità, la costanza e la passione. Chi intraprende questa strada solo con il fine di guadagnare facilmente e in breve tempo, fa un grosso errore e tendenzialmente non riesce ad emergere. Ci vuole testa e devi essere pronto ad accettare tutto quello che gli utenti ti diranno, in bene e in male.

Speriamo di avervi al videomakeroftheyear e vi ringraziamo del tempo che ci avete dedicato.

Ciao ragazzi, grazie per l’intervista!! Un saluto pantelliano!!


 

Intervista a cura dell’ufficio stampa VIDEOMAKEROFTHEYEAR press@videomakeroftheyear.com

 


ACCREDITO ON LINE: entro il 10/03/2018

(Al festival si accede gratuitamente esclusivamente tramite accredito online.)


 

Il festival dei videomaker e della comunicazione è sempre più proiettato verso il futuro!

E nel futuro, oltre al video, c’è l’interattività.

Video interattivi dove i contenuti possono essere visualizzati durante un live streaming e scaricati in real time.

Tutto questo sarà possibile grazie a SHAA, azienda milanese che sarà presente, sia come sponsor che come espositore durante i giorni dell’evento, e che si occuperà di rendere il festival molto più social e fruibile a tutti grazie ai loro sistemi di streaming interactive video.

Inoltre sarà possibile saperne di più su questa nuova piattaforma video, grazie ad un workshop che sarà tenuto in Sala 2 dal titolo: INTERACTIVE VIDEO EXPERIENCE: THE NEXT STEP FORWARD ENGAGEMENT.

Vi aspettiamo numerosi e vi ricordiamo che per venire al festival è necessario accreditarsi gratuitamente.

I workshop, invece, saranno a pagamento.


ACCREDITO ONLINE

entro il 10/03

 


 

Apre ufficialmente oggi l’ACCREDITO ONLINE per riservare il proprio posto all’evento più importante in Europa dedicato ai videomaker, filmmaker e alla comunicazione video.

IULM 14/15 MARZO 2018

H. 09.00/18.00

Tantissimi incontri, dibattiti, workshop, contest, networking per conoscere, farsi conoscere, imparare e provare le attrezzature che verranno presentate in anteprima da alcune grosse aziende (non sveliamo nulla per il momento).

ACCREDITO ONLINE

DAL 10/02 AL 10/03

Non perdere tempo. Prenota subito il tuo posto al festival e acquista adesso i workshop al prezzo scontato direttamente sul sito.

Nei prossimi giorni altre novità e curiosità.


 

Chi lavora nel mondo delle videoproduzioni, certamente conosce EDI, Effetti Digitali Italiani, una delle prime e più importanti aziende specializzate nella post produzione.

Grafica 3D, modellazione, color sono solo alcune delle loro skills.

Nel loro portfolio spiccano nomi importantissimi del cinema e della pubblicità, sia italiani che internazionali.

Siamo orgogliosi che siano, anche loro, partner del festival dei videomaker.

Uno speciale workshop verrà preparato per il festival, per insegnare come si realizza una post produzione adeguata, come si può rendere professionale un bel video.

Un argomento che sta caro a moltissimi videomaker che della lut e della color ne fanno argomento di ampie discussioni nei gruppi facebook e online.

Non rimane altro da fare che seguire EDI durante il festival di Milano, Iulm, 14 e 15 marzo.

Presto il programma dei workshop e degli speech e dal 10 febbraio apertura degli accrediti online e possibilità di acquistare in anteprima il proprio posto ai workshop.

www.effettidigitali.it per rendersi conto della bravura di questa azienda tutta italiana.


ACCREDITO ON LINE: dal 10/02/2018 al 10/03/2018

(Al festival si accede gratuitamente esclusivamente tramite accredito online.)


 

 

In esclusiva per Videomakeroftheyear, abbiamo intervistato Edoardo Scognamiglio, autore del programma televisivo Le Iene e Direttore Creativo di ComboCut, video agency tra le più promettenti in Italia.

Edoardo sarà presente anche durante i giorni del festival per raccontarci la sua esperienza e quello che oggi le agenzie creative propongono alle aziende e soprattutto quali figure cercano per aiutarli nelle loro produzioni video.

Cosa ne pensi del Festival Internazionale dei videomaker?

Sembra molto interessante e ci farebbe piacere partecipare.

Il video è il futuro della comunicazione. Che peso ha il video in ComboCut per promuovere i vostri clienti e i brand che si appoggiano all’agenzia?

Allora. In primo luogo noi abbiamo inventato il termine “Video Agency”. In pratica, qualche anno fa è nata l’idea di creare ComboCut quando c’erano le agenzie da una parte e le case di produzione dall’altra; non abbiamo fatto altro che unire le due cose per creare un nuovo mercato.

Noi uniamo la parte strategica e creativa a quella della produzione.

Praticamente, cerchiamo di individuare con i clienti la tipologia di video più adatta al loro brand o alle loro esigenze.

Quali sono i canali web che consigliate ai clienti e in quale misura li utilizzate?

Come agenzia dobbiamo accodarci a clienti differenti. Alcuni sono già presenti sui loro social di competenza, quindi a livello di strategia non consigliamo loro di aprirne altri. In quel caso ci occupiamo più della creazione del contenuto. Con i clienti che non hanno ancora dei canali, preferiamo evitare di posizionare i contenuti su più piattaforme. I più richiesti al momento sono Facebook e Instagram e a seguire Youtube.

Le piattaforme sono successivamente seguite da voi o vi affidate anche ad esterni.

Qualche cliente ha già al suo interno una figura che gestisce i social network. Quindi ci limitiamo a dare un supporto solamente sul come far funzionare i video che produciamo per loro.

Quando capita un cliente che necessita sia della creazione dei contenuti che della gestione social, utilizziamo il nostro personale interno.

Per quanto riguarda la realizzazione pratica dei vostri Video, cercate figure particolari o avete uno staff di videomaker interno?

Attualmente abbiamo un regista interno che è anche uno dei soci e dei direttori della fotografia. Per i progetti più semplici utilizziamo anche dei videomakers esterni, mentre per i lavori impegnativi preferiamo avere le nostre sicurezze nella nostra agenzia.

Grazie mille dell’intervista e ci vediamo sul palco dello IULM durante il festival.

Intervista a cura dell’ufficio stampa VIDEOMAKEROFTHEYEAR press@videomakeroftheyear.com

 


ACCREDITO ON LINE: dal 10/02/2018 al 10/03/2018

(Al festival si accede gratuitamente esclusivamente tramite accredito online.)


 

In esclusiva per il Festival Internazionale dei videomaker e della comunicazione, abbiamo avuto l’occasione di intervistare Dj Jad, noto per essere stato membro del  gruppo musicale  rap  Articolo 31 durante gli anni ’90 e oggi produttore e dj.

Ciao Jad.

Ciao, ragazzi. 

Tramite i social hai annunciato il progetto Articolo 31 2.0, rispondendo ad un esigenza tua e del tuo pubblico. Essendo una realtà video, vorremmo chiederti cosa rappresenta la comunicazione video per il Dj Jad del 2017?

La comunicazione video è sempre stata importante, sin da quando sono nati i primi videoclip (musicali e non) che aiutavano gli artisti a far conoscere la propria musica al pubblico ancor prima della nascita dei social. Adesso, grazie alla digitalizzazione lo è ancora di più, perché permette a tutti di vedere il lavoro dei nuovi artisti, anche di quelli che non passano in radio e televisione.

Oramai puoi anche auto-produrre videoclip di ottima qualità con un telefonino, cosa che ai tempi dei miei vecchi video era impensabile. Diciamo che adesso il budget è meno importante e questo lascia spazio alle idee.

Come nasce l’idea per un tuo video? 

L’idea può venire anche da una base, come ai tempi del video della “Fidanzata”. Ho buttato già la base, campionando Natalino Otto, e mi è venuto il flash del video, pensando al film “Gli intoccabili” e “Cotton Club”, roba molto gangster, insomma. All’epoca spendemmo all’incirca quattrocento milioni di vecchie lire, ma era un mercato estremamente diverso da quello attuale; inoltre lo girammo agli Universal Studios a Los Angeles.

Noi abbiamo creato Videomakeroftheyear, per dare un riconoscimento a tutti i comunicatori del mondo video. Cosa ne pensi di questa realtà? 

Bravi, complimenti. La cultura si sta un po’ fottendo. Dobbiamo dare alle nuove generazioni dei punti di riferimento, creando delle iniziative come questa. I buoni video, come la buona musica, ci sono in internet, ma spesso annegano nella confusione generale come un ago nel pagliaio. Per questo servono i Festival, la comunicazione e il marketing.

Salmo, ad esempio, è uno che cura molto i video e mi ricorda me agli inizi, con quella voglia e quelle idee, in un periodo in cui creare dei bei clip è più semplice d’un tempo. 

Il video è un po’ come un quadro. Sai quando entri in un museo e ti trovi davanti ad un’opera d’arte? Hai bisogno di un po’ di tempo per capirla. Queste iniziative possono educare il pubblico a connettersi meglio con il messaggio della comunicazione video.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Allora, Articolo 31 2.0 è stata una realtà live, perché sentivo l’esigenza di suonare ancora i miei vecchi pezzi per i miei seguaci, andando in giro per il paese. La mia musica è mia, anzi “nostra” e non potrà mai morire ed è stato bello portarla sui palchi. Adesso sto lavorando al mio nuovo disco con moltissime partecipazioni. Ci sarà il mio gusto dalle atmosfere raffinate, come si può sentire in “Domani refresh”, ma sarà un disco d’inediti pensati per farvi ballare e salire sul palco assieme a me. 

Grazie per la chiacchierata.

Grazie a voi. È stato un piacere.

Speriamo di averti ospite a Videomakeroftheyear per chiacchierare ancora con te. Grazie per l’intervista.

Volentieri. Per me è stato come chiacchierare tra amici. 

Un abbraccio. 

 

Intervista a cura dell’ufficio stampa VIDEOMAKEROFTHEYEAR press@videomakeroftheyear.com

 


ACCREDITO ON LINE: dal 10/02/2018 al 10/03/2018

(Al festival si accede gratuitamente esclusivamente tramite accredito online.)